150: la moda festeggia l’unità d’Italia
Centocinquant’anni fa, il 17 marzo 1861, le Camere riunite a Torino proclamavano la nascita del Regno d’Italia e ne affidavano il governo al re Vittorio Emanuele II. Per unire un insieme di piccoli Stati, dai dialetti e dagli stili di vita apparentemente tanto diversi in una sola realtà c’erano voluti anni di riflessione, strategie, moti popolari guidati da figure storiche di pensatori come Giuseppe Mazzini e di condottieri come Giuseppe Garibaldi, capaci di creare le basi per quello che poco a poco divenne un vero e proprio spirito nazionale.
Foto: diritti riservati
L’anniversario per i 150 anni dell’Unità vede oggi l’omaggio di tutto il mondo della moda italiana, da Gattinoni a Renato Balestra, da Lella Curiel a Roberto Capucci, da Laura Biagiotti a Roccobarocco, da Roberta di Camerino a Moschino a Gucci, per proseguire con Fiat e Vespa, Damiani gioielli, Superga e tantissimi altri.
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Stilisti e creatori hanno decorato le loro opere con i colori della nostra bandiera: quel bianco, rosso e verde ispirati al tricolore francese che prometteva giustizia, uguaglianza e fratellanza. Per l’occasione sono nati bauletti con coccarde tricolori, orologi con la data dell’Unità d’Italia iscritta nel quadrante, polo, automobili, gioielli e persino moonboots dedicati alla nascita gloriosa del nostro Stato, celebrato negli anni dall’Inno di Mameli.
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Un omaggio all’Italia dal mondo della moda, che l’ha fatta grande e l’ha resa celebre nel mondo anche per il suo stile, il suo estro e i suoi maestri artigiani, meritevoli di rispetto e di lode da un capo all’altro dello Stivale.
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