Asics
Nel Giappone del dopoguerra, umiliato dalla sconfitta e devastato da due bombe atomiche, Kihachiro Onitsuka vende birra al mercato nero di Kobe, ma sente il bisogno di guardare altrove, di fare qualcosa che serva a ridare vita, speranza, energia ai giovani giapponesi.
Lo sport è l’idea giusta, così nel 1949 Onitsuka decide di produrre scarpe da basket. L’entusiasmo non gli manca, ma l’esperienza sì: il primo modello si rivela un disastro. Onitsuka non si dà per vinto, pronto a imparare dai suoi errori e dall’osservazione degli atleti. Come risolvere il problema dell’aderenza? Onitsuka la trova la risposta nel piatto della cena, insieme a un’insalata di polipo: un sistema di ventose, come quelle dei tentacoli, per migliorare la tenuta delle suole. Stavolta Onitsuka ha fatto canestro: la squadra con le sue scarpe, le prime Onitsuka Tiger, vince il campionato. Onitsuka passa poi alle scarpe da corsa e al problema delle vesciche per i maratoneti. Col suo sistema di raffreddamento ad aria ottiene ottimi risultati. La consacrazione arriva con le Olimpiadi di Tokio del 1964: Abebe Bikila, che a Roma aveva vinto la maratona a piedi scalzi, corre con le Onitsuka Tiger e vince. Comincia la distribuzione negli USA, è un successo.
Nel 1966 appaiono sulle scarpe le inconfondibili strisce incrociate che conosciamo ancora oggi. Nel 1977 Kihachiro Onitsuka sceglie un nuovo nome per la sua marca: Asics, acronimo di Anima Sana In Corpore Sano. Da allora Asics continua a crescere con la sua produzione di scarpe, ma anche di abbigliamento e accessori. Prodotti pensati apposta per lo sport che con Bruce Lee e con Uma Thurman in Kill Bill sono diventati anche un mito della moda e del cinema.
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