Guida ai gioielli preziosi

Marilyn Monroe li considerava i migliori amici di una donna. I diamanti, ma non solo. Gioielli, perle e pietre preziose sono l’oggetto del desiderio di ogni donna, l’accessorio perfetto da esibire con gioia e soddisfazione. Come sceglierli senza prendere una cantonata?

Eccoti una breve guida ai gioielli, per diventare più esperta della star di Hollywood!

L’ORO

Metallo nobile impiegato per la creazione di monili fin dall’antichità, l’oro ha conquistato il mondo con il suo splendore e la sua inalterabilità. Molto malleabile e facile da lavorare, si associa ad altri metalli per ottenere la necessaria durezza. Nascono così l’oro giallo da una lega di oro, argento e rame, l’oro bianco da oro e palladio, l’oro rosa da oro, molto rame e poco argento, e ancora l’oro rosso, verde, lilla o blu.

ciondolo a cuore oro Guida ai gioielli preziosi
Foto: diritti riservati

Il rapporto tra la quantità di oro e altri metalli presenti nella lega si chiama titolo ed è espresso in millesimi per grammo o in carati. L’oro puro misura 24 carati. Ecco le principali corrispondenze.

Titoli dell’oro
24 carati 999 millesimi di grammo
22 carati 916 millesimi di grammo
18 carati 750 millesimi di grammo
14 carati 585 millesimi di grammo
12 carati 500 millesimi di grammo
8 carati 333 millesimi di grammo

L’oro e l’argento possono essere rodiati, ovvero rivestiti di un sottilissimo strato di rodio, per una maggiore lucentezza e resistenza ad abrasione e ossidazione.

 

L’ARGENTO

L’argento è un metallo piuttosto raro, bianco, duttile e malleabile. Poiché l’esposizione all’aria ne provoca la rapida ossidazione, spesso si associa ad altri metalli. L’argento viene legato a percentuali di rame fissate per legge. I suoi titoli sono 800/1000 e 925/1000, rispettivamente 800 parti d’argento e 200 parti di rame, e  925 parti d’argento e 75 parti di rame.

Bracciale in argento Guida ai gioielli preziosi
Foto: diritti riservati

 

I DIAMANTI

La pietra preziosa per eccellenza è carbonio puro cristallizzato. Il suo valore economico dipende dalla combinazione di quattro fattori internazionalmente noti come le « 4C » : Carat (peso), Color (colore), Clarity (purezza), Cut (taglio).

diamanti1 Guida ai gioielli preziosi

Foto: diritti riservati

Il PESO è espresso in carati (ct): un carato equivale a 200 milligrammi o 1/5 di grammo. Due diamanti con lo stesso peso possono avere valore diverso a seconda delle altre caratteristiche.

Il COLORE è la scala di bianco su cui ci si basa per descrivere le sottili sfumature  della pietra; ad ogni valore corrisponde una lettera.

Colore del diamante

D bianco eccezionale +
E bianco eccezionale
F bianco extra +
G bianco extra
H bianco
I-J bianco leggermente colorito
K bianco colorito
M, N-O, P, S-Z colorito

Esistono anche diamanti rarissimi di colore blu, rosa e verde, denominati fancy diamonds, mentre i cosiddetti diamanti neri, preziosissimi, non sono riconosciuti dalla gemmologia ufficiale per la loro struttura e il loro colore.

La PUREZZA: molti diamanti hanno piccole imperfezioni, dette anche inclusioni. Per definire il grado di purezza di un diamante, ci si avvale delle seguenti sigle:

Purezza del diamante
IF o LC Puro alla lente, ovvero esente da difetti interni
VVS Con inclusioni molto molto piccole
VS Con inclusioni molto piccole
SI Con inclusioni piccole
P1 Con inclusioni non tanto piccole, visibili
P2 Con inclusioni non piccole, visibili abbastanza facilmente
P3 Con inclusioni evidenti

Il diamante più comune è quello di qualità H SI, ovvero un diamante color bianco extra con piccole inclusioni.

Il TAGLIO influenza la brillantezza del diamante: tagliato con le giuste proporzioni, il diamante sprigiona la massima quantità di luce esaltando la bellezza della pietra. Esistono quattro tipologie di taglio: brillante, il più classico, di forma rotonda, ovale, a cuore, a goccia, princess (quadrata)…; a gradini, che include, tra gli altri, il taglio smeraldo, carré, baguette (rettangolare) e taper (trapezoidale); briolette, sfaccettato; cabochon, come il taglio brillante, ma con una superficie più bombata.

 

LE PIETRE PREZIOSE

Insieme al diamante sono considerate pietre preziose, tra le altre, il rubino, lo zaffiro, lo smeraldo, l’opale, il topazio e il quarzo. Le caratteristiche fisiche che le rendono pregiate sono il colore, la trasparenza, il taglio, la durevolezza, alcuni fenomeni ottici particolari e la rarità. Alcuni gioielli creati con le pietre preziose sono vere e proprie opere d’arte, spesso costosissime.

Ciondoli con pietre preziose Guida ai gioielli preziosi
Foto: diritti riservati

 

LE PERLE

Una perla si forma quando un piccolo oggetto s’introduce nei tessuti di un mollusco o un’ostrica. Il mollusco, per difendersi, secerne madreperla, una combinazione di sostanze cristalline e organiche che circonda il corpo estraneo e produce la perla.

Ostrica1 Guida ai gioielli preziosi

Foto: diritti riservati

Le perle fini o naturali, formatesi senza alcun intervento dell’uomo, sono le più preziose. Tra esse si distinguono le perle Abalone, prodotte dal mollusco Haliotis, di colore blu iridescente e forma irregolare. La parte interna del guscio ha un lustro (la quantità di luce riflessa) intenso e una gran varietà di tinte.

Le perle coltivate o di coltura si ottengono con l’intervento dell’uomo, che innesta un corpo estraneo  nel tessuto di un’ostrica o un mollusco. Nonostante le perle provengano tradizionalmente da molluschi marini, anche quelli che vivono in fiumi e laghi possono produrle. Le perle d’acqua dolce sono spesso meno brillanti di quelle marine, ma vantano una notevole quantità di forme e colori, sono più resistenti e molto sfruttate da designer e stilisti.

Tra le perle d’acqua salata, vi sono le perle nere di Tahiti, tra le più belle del mondo, rarissime e dal colore ricercato.

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Per valutare la qualità delle perle il sistema di classificazione « Pearl grading » considera cinque parametri: lucentezza, superficie, forma, colore e misura.

La LUCENTEZZA: è uno dei fattori più importanti per determinare la qualità della perla. Le dona particolari riflessi di luce chiamati oriente della perla, lo scintillio osservabile quando è posta in ombra. Le perle di buona qualità hanno un’evidente luminosità.

La SUPERFICIE:  considera l’assenza di macchie, protuberanze o fessure che deformano l’omogeneità della superficie di una perla: più è liscia più la perla è di qualità.

La FORMA: poiché le perle coltivate vengono prodotte da ostriche, che sono esseri viventi, è raro trovare perle perfettamente rotonde. Ma più la perla è rotonda, più è ricercata. La perla a goccia o a pera si valuta in base al grado di simmetria. Le perle barocche sono asimmetriche, ma possono essere brillanti  e sono meno care delle perle perfettamente rotonde.

Il COLORE: le perle coltivate offrono una varietà di colori che va dal bianco perlato al bianco con riflessi rosati al quasi nero, con numerosi colori intermedi. La scelta dipende dal gusto personale.

La MISURA: varia solitamente da 2 a 20 mm e dipende dal tipo di ostrica o mollusco, da quanto resta sott’acqua, dalla grandezza del nucleo, dal clima e dai fattori nutritivi nell’acqua. Più una perla è grande, più è preziosa.

I sistemi di classificazione più usati sono due: il sistema AAA-A e il sistema A-D, detto anche sistema di Tahiti. La classificazione secondo il sistema AAA-A è la seguente:

  • AAA: Perle della più alta qualità. La superficie  ha un lustro molto alto, e almeno il 95% della superficie non ha alcun difetto.
  • AA+: Perle di alta qualità, lustro molto alto e almeno l’85% della superficie senza difetti.
  • AA: Lustro alto e almeno il 75% della superficie senza difetti.
  • A+: La perla è ancora considerata una gemma, lustro non molto elevato, superficie con qualche difetto ma non oltre il 25%.
  • A: il grado minimo, lustro basso, e più del 25% della superficie con difetti. Spesso è montata in modo da nasconderli, offrendo un eccellente gioiello a basso prezzo.

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